Sono ancora un bambino by Giancarlo Giannini

Sono ancora un bambino by Giancarlo Giannini

autore:Giancarlo Giannini [Giannini, Giancarlo]
La lingua: ita
Format: epub
editore: Longanesi
pubblicato: 2014-09-16T22:00:00+00:00


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Lina Wertmüller è la prima persona nell’ambiente cinematografico che mi ha trasmesso tanta libertà, tanta ironia, tanta spensieratezza, e la felicità di fare questo lavoro. Io apprendo sempre molto da chi prima di me ha dimostrato curiosità, intelligenza, umorismo. Lina ha una grande conoscenza del palcoscenico, dei timbri delle voci, delle posture, delle entrate. Sa di macchina da presa, di scrittura, è di una profondità incantevole. Discutendo con lei, diventi il materiale che traduce la sua idea. E lei ti riprende in un modo potente, ti plasma, ti lascia lì, ti immortala. Con lei ho scoperto la dimensione fantastica del cinema, andando sempre oltre e discutendo insieme ogni cosa che si metteva in atto.

Lina è il geniaccio del nostro cinema. Ha sempre avuto una visione della vita, chiamala grottesca, chiamala mascherata, eccessiva, di finzione, che ha toccato l’eccellenza. Ha dominato la finzione cinematografica e l’ha portata all’esasperazione per arrivare al più ampio ventaglio di pubblico che si potesse raggiungere. È in grado di raccontare a tutti quella specie di sentimento che con il cinema tutti vogliono comunicare. Perché l’artista, come l’attore, comunica sentimento. Lo esprime, lo raffigura, lo mostra.

Lina suggerisce sempre qualcosa, è l’occhio esterno, quello che regola, che aggiusta tutto. Io ho imparato moltissimo da lei. È stata anche l’aiuto-regista di Fellini, quindi si può immaginare che gavetta ha avuto. Fellini è un personaggio sbalzato fuori dai sogni e atterrato nella realtà, e lei gli ha fatto da aiuto-regista per anni. Con quelle basi, accanto ai grandi, si può assorbire tutto se si è predisposti ad accogliere: Fellini usava il cinema come piacere e per assaporare i piaceri. Lina ha capito e ha tramandato ai posteri. Non usava l’effetto speciale, il trucco del virtuale, tanto era già virtuale di suo. Il suo cinema era anche molto costruito, il gioco della finzione all’eccesso, ma molto popolare, intelligente, e per me tuffarmi in questa fantasia era il massimo della felicità.



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